Grandi, micro e nano influencer. Più delle dimensioni conta la capacità di coinvolgere una nicchia di valore.

Grandi, micro e nano influencer. Più delle dimensioni conta la capacità di coinvolgere una nicchia di valore.

La categoria degli influencer professionisti, ovvero coloro che dedicano quotidianamente a questa attività un considerevole numero di ore e di energie, si è molto ampliata declinandosi in tre macro gruppi. I grandi influencer, vere e proprie celebrità online e offline, che vantano un seguito di milioni di follower, i micro influencer, con un seguito tra i 10.000 e i 100.000 follower, e i nano influencer seguiti da meno di 10.000 follower. Una suddivisione puramente indicativa questa ma utile a rendere l’idea di come anche nel marketing inizi a crescere il valore di influencer con seguiti numericamente ridotti rispetto alle celebrità, influencer il cui valore non è determinato dal numero di seguaci ma dalla loro capacità di coinvolgere e influenzare pubblici specifici, di nicchia.

Sul fronte degli influencer non di professione ma dotati di conoscenze specifiche, come ad esempio liberi professionisti in grado di condividere sapere ed esperienza, si stanno aprendo spazi ed opportunità, prima impensabili, per allargare la propria platea, emergere dalla massa di concorrenti, rafforzare la propria reputazione e intercettare nuovi clienti.

Grande non vuol dire più efficace

Gran parte della letteratura sugli influencer spesso riporta chase history che raccontano l’esperienza dei grandi influencer, con milioni di follower e la faccia sulle copertine dei magazine. Tuttavia sempre più il mercato guarda ai piccoli, ovvero a coloro che esercitano la loro leadership su un ristretto gruppo di persone, su comunità piccole ma omogenee e molto reattive. 

Ad esempio un maestro di arpa celtica esercita certamente una forma di leadership su un gruppo di persone appassionate a quello strumento, residenti in una specifica area territoriale e appartenenti ad una determinata fascia sociale o culturale oppure anagrafica. In quel gruppo, rispetto a quella nicchia tematica, il maestro ha la capacità di influenzare, mobilitare, portare ad un’azione i suoi follower, magari consigliando l’acquisto di un brano su iTunes o il biglietto di un concerto o un modello di arpa piuttosto di un altro.

Bene, questo maestro avrà una capacità di influenzare la sua comunità con maggiore efficienza ed efficacia di quanto possa avere l’influencer numero uno al mondo di arpa celtica con 5 milioni di follower su Instagram. Perché? Perché il rapporto personale, reale o percepito, è la leva persuasiva più potente che esista. Per questa ragione se posseggo l’azienda leader mondiale nella produzione di arpe celtiche certamente mi rivolgerò al grande influencer ma cercherò anche, e soprattutto, di ingaggiare quanti più micro e nano influencer riuscirò ad individuare, scegliendoli ad esempio dove ho un punto vendita ufficiale o un rivenditore o dove c’è un conservatorio con un corso di arpa celtica. 

La stessa capacità di influenzare target numericamente ridotti ma potenzialmente più motivati vale anche per un avvocato, un architetto, un barman, un commercialista e via dicendo. Siamo tutti influencer resta da capire se vogliamo esercitare questa nostra leadership, se vogliamo farlo nel modo più efficace ed efficiente rispetto ai nostri obiettivi e se decideremo di farlo prima che qualcun altro occupi il nostro spazio.

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