Nell’ultimo anno sempre più aziende stanno dichiarando apertamente di preferire l’intelligenza artificiale alle nuove assunzioni. Non per cattiveria, non per cinismo, ma per una ragione fin troppo pragmatica: l’AI sta diventando più veloce, più efficiente, più scalabile. E soprattutto, non chiede ferie.
The Guardian ha di recente riportato dati che fanno riflettere: il 41% dei manager globali vede nell’AI un modo concreto per ridurre l’ingresso di talenti junior. E più di un terzo la considera già un’alternativa diretta all’assunzione di nuovo personale.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ci stiamo davvero dirigendo verso una drammatica “job-apocalypse” che non colpirà solo i giovani alla prima esperienza, ma chiunque non si sia attrezzato per il nuovo scenario?
L’AI non sostituisce (ancora) tutto
Facciamo un passo indietro. Certamente l’AI sta portando un nuovo modo di lavorare, a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito professionale. Ma siamo onesti: l’elemento umano resta insostituibile in aree cruciali.
La capacità di leggere il contesto in profondità, l’empatia nelle relazioni, la creatività che nasce dall’esperienza vissuta, la capacità di coinvolgere e motivare un team, di guidare verso una visione, di dettare un indirizzo strategico che tenga conto di variabili impalpabili: tutto questo resta ancora – e forse resterà a lungo – appannaggio dell’essere umano.
Allora qual è la verità, al di là dei sensazionalismi e dei titoli acchiappa-click?
La vera rivoluzione: lavorare CON l’AI, non CONTRO
La verità è semplice e complessa allo stesso tempo: non basta più “saper lavorare”. Bisogna capire come lavorare con l’AI.
E questo vale per tutti:
- Il neo-laureato pieno di entusiasmo che si affaccia al mercato del lavoro
- Il manager con vent’anni di carriera alle spalle
- L’imprenditore navigato che ha visto già tante trasformazioni
L’alfabetizzazione all’AI non è più un lusso, un optional da inserire nel CV per fare scena. È diventata la differenza fra essere rilevanti o diventare invisibili nel panorama professionale.
Il futuro appartiene a chi lo guida
Il punto non è resistere al cambiamento – quello è il modo più sicuro per venirne travolti. Il punto è guidarlo, capirlo, farlo proprio.
Molte professioni cambieranno, stanno già cambiando sotto i nostri occhi. Ma nella maggior parte dei casi, saper utilizzare, gestire, orchestrare vari strumenti AI sarà una capacità che non solo preserverà il lavoro umano, ma lo potenzierà rendendolo più agile, intelligente e, paradossalmente, più personale.
Perché? Perché potrai avere il tuo gruppo di consulenti e agenti AI che impareranno da te, lavoreranno come vuoi tu, e renderanno le tue capacità professionali uniche e potenti. Un’estensione del tuo talento, non una sua sostituzione.
Non è fantascienza. È realtà. Ed è già qui.
È tempo di scegliere
Se non vuoi subire il cambiamento ma cavalcarlo, è tempo di formarsi, sperimentare, capire. Il futuro del lavoro si costruisce oggi, con le scelte che facciamo in questo momento.
Per questo ho creato percorsi di formazione pensati per chi vuole essere protagonista, non spettatore. Zero teoria inutile, 100% operatività, per diventare subito quello che dovrai essere domani.
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