Tutto sta cambiando. Il cambiamento è diventato una costante in ogni settore, nelle scienze, nelle professioni, nelle abitudini. In ogni ambito è in atto un’evoluzione che non ha precedenti per profondità, velocità e conseguenze nel mondo e nella nostra vita. Ma questo cambiamento non è solo verticale, il suo sviluppo è anche orizzontale, i settori si contaminano e si influenzano tra di loro come non era mai avvenuto prima.
Il cambiamento cambia il cambiamento. Ad esempio il modo in cui sta cambiando il settore dell’informatica influenza il cambiamento in corso nella chirurgia. L’evoluzione tecnologica delle app e degli smartphone ha cambiato e cambia quotidianamente il mondo dell’informazione e il modo in cui accediamo ad essa. Il cambiamento che i social stanno producendo nella quotidianità di ciascuno di noi, sta anche cambiando il marketing e la comunicazione.
Il cambiamento è sempre più veloce e dilatato. La velocità con cui il mondo sta cambiando è tale per cui riusciamo a cogliere il cambiamento e i sui effetti solo in minima parte. In realtà procediamo, per lo più inconsapevolmente, all’interno di questo flusso di continui mutamenti e, attraverso una sequenza di piccole illuminazioni quotidiane, ne intuiamo la portata solo in modo graduale e parziale.
Tutti o quasi ricordiamo cosa stavamo facendo quando la notizia degli attacchi alle torri gemelle ci ha raggiunti. Un evento emotivamente forte, che è arrivato come un fulmine a ciel sereno producendo in modo quasi istantaneo cambiamenti nella nostra percezione del mondo, della sicurezza, dell’economia. Al contrario, qualcuno invece ricorda il giorno in cui ha cercato per la prima volta su Google il nome di un prodotto seguito dalla parola “recensioni”? Eppure per ciascuno di noi è stato un momento di svolta, perché in quel preciso momento abbiamo messo in atto una rivoluzione nel nostro modo di costruire un giudizio personale riguardo ad un prodotto.
Di fatto abbiamo capovolto il nostro processo decisionale di acquisto accettando di essere guidati da un soggetto, o un gruppo, diverso dall’azienda che ha creato il prodotto stesso.
L’evento traumatico desta in noi una immediata consapevolezza mentre un cambiamento graduale rischia di non essere colto, anche se in entrambi i casi le conseguenze sulla nostra vita risultano importanti e profonde. Conoscete la parabola della rana e della pentola piena d’acqua calda? Non ve la racconterò qui ma cercatela su Google, è interessante.
Dunque se da un lato siamo passivi rispetto a questa rivoluzione costante e graduale, subendone le conseguenze, modificando le nostre abitudini e aspettative, dall’altro possiamo diventarne protagonisti nel momento in cui diventiamo coscienti di questo cambiamento epocale e delle sue ricadute nella nostra vita. Essere consapevoli delle dinamiche che influenzano noi e il mondo cui apparteniamo, ci permette di governare, almeno in parte, le nostre scelte e talvolta quelle di altri.


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